DELEGAZIONE LATINO AMERICANA





I SOGNI E L'IPNOTISMO NEL MONDO ANTICO

2a Parte



Gli Asklepeia o santuari di Esculapio in Grecia, edificavansi per l’ordinario in luoghi elevati e salubri; e gli asklepiadi i quali formavano un sodalizio di sacerdoti medici, depositari di una scienza tradizionale che giuravano di non divulgare ai profani, facevano anche operazioni chirurgiche. Ai malati poi era concesso d’impetrare dal nume l’anestesia soprannaturale, quella stessa mercé la quale Macaone aveva potuto operare senza dolore il piede di Filottete.

(continua nella pagina Kremmerz)


L’IMPERO E LA TRADIZIONE IMPERIALE SUDAMERICANA

L’America Latina ha avuto un impero e una tradizione imperiale: non mi riferisco all’impero della colonizzazione portoghese, ma al grande impero autoctono nato e sviluppatosi nella regione della Croce del Sud che si estendeva dalla cordigliera delle Ande, alla valle dell’Amazzonia, fino ai confini della prateria argentina e che la colonizzazione spagnola ha spento e debellato per avidità e fanatismo religioso. V’è di più, la dominazione spagnola nell’America del Sud (ed in parte quella portoghese in Brasile) hanno rappresentato uno iato, un’interruzione violenta tra i miti, la lingua e le tradizioni dei popoli sudamericani antichi e la realtà che si è costituita successivamente al dominio coloniale.

(continua nella pagina Magnani)


ARCANI MAGICI


 
G. K. Mead - Apollonio di Tiana - Torino, Fr. Bocca, 1926

Questo libro lo dobbiamo alle fatiche particolari del nostro ottimo Fr.'. G. B. Penne 33.'. vecchio ed appassionato studioso di occultismo, spiritismo, teosofia e massoneria, nonché ardente idealista e fedele seguace delle teorie mazziniane.

L’idea di tradurre in italiano il libro del Mead è stata veramente commendevole. Non soltanto perchè quantunque un po' troppo schematico, e talora un po’ teosofico, è un lavoro serio e ben composto, ma anche per l’interesse che desta ancor oggi la grande figura dell’iniziato pitagorico, che a detta del Mead fu al primo secolo dell’era volgare il più celebre filosofo del mondo greco romano.

A sedici anni di età, Apollonio si era già definitivamente orientato verso la vita pitagorica, e dopo essere stato istruito dai sacerdoti del tempio di Esculapio, ebbe la ventura di trovare un maestro assai più grande, che ne fu il demone interiore, come già era accaduto a Socrate, e come di poi avvenne a Dante. Dopo avere rigorosamente osservato per cinque anni la disciplina del silenzio pitagorico, Apollonio iniziò una vita di viaggi, durante la quale percorse tutte le regioni dell’impero romano, e si spinse anche al di là visitando l’Etiopia e l’India. Scopo di questi viaggi pare fosse quello di conoscere e di far conoscere, di visitare i templi ed i santuari di tutte le religioni e comunità dell’impero, purificando e rinvigorendo ovunque i vecchi culti pagani.

Apollonio era dotato di facoltà eccezionali; il suo famoso biografo Filostrato narra i numerosi prodigi da lui compiuti, le guarigioni, le visioni telepatiche, per cui i contemporanei lo ritennero un essere sovrannaturale, un intermediario tra gli Dei e gli uomini.

L’autenticità di questi miracoli era a quanto pare fuori discussione; si hanno invero testimonianze anche cristiane del potere miracoloso dei talismani di Apollonio; ma se il pitagorico Jerocle e tutti i pagani scorgevano in questi miracoli la prova delta superiorità spirituale del Tianeo, i cristiani ci videro la marca di fabbrica di Satanasso, ed in Apollonio videro una specie di anticristo venuto a distruggere l’opera di Gesù. Cosi, sino si può dire ai nostri giorni, Apollonio è stato l’oggetto delle sistematiche denigrazioni degli storici cristiani (il che vuol dire di tutti gli storici sino ad un secolo fa). Lo studio del Mead rimette le cose a posto, e la figura nobile e luminosa di questo grande pitagorico si delinea in esso abbastanza chiaramente. Però nonostante la tendenza del Mead a fare di Apollonio un discepolo ed un emissario della sapienza indiana, ci sembra manifesto che egli fosse prima di tutto un pitagorico, e se, tardi assai (a quarantasei anni, pare) si recò in India, non fece che imitare, anche in questo, quanto la tradizione attribuiva al fondatore della secolare scuola italica.

Apollonio, dopo circa sessanta anni di peregrinazioni, scomparve un giorno in modo misterioso, a somigliamo di quanto narra la Bibbia di Enoch c di Elia. Non si occupò di politica, pure essendo fautore, in base al concetto della Monade pitagorica, del governo monarchico per Roma, col desiderio però che «un pastore saggio e fedele conducesse i1 gregge dell’umanità». Vespasiano, cui aveva predetto l’impero, ebbe per lui grande venerazione, e così pure Tito. «Fino a tanto che Vespasiano, scrive il Mead, coltivò questo ideale (del pastore saggio e fedele al governo dell’impero) con tutte le sue forze, Apollonio gli prestò il suo appoggio, ma quando questo imperatore volle privare le città greche delle loro franchigie, il nostro filosofo non indugiò a biasimarlo pubblicamente: " Voi asservite i greci, voi riducete un popolo libero alla schiavitù „ gli disse. Nonostante queste censure, Vespasiano nell’ultima lettera che scrisse al suo figlio, Tito, confessò che si era in grazia dei buoni consigli di Apollonio, che entrambi essi erano quello che erano». Si ricorderà che anche Dante, nella sua concezione dell'impero, era fautore delle autonomie municipali, mentre invece la concezione gesuitica e… ma non divaghiamo!

Il Fr:. Penne ha premesso alla traduzione una sua prefazione di una cinquantina di pagine in cui si occupa distesamente di molte cose e soprattutto di massoneria e di teosofia. Per teosofia intende quella della Società Teosofica, associazione che, secondo lui, è sorella della Massoneria, in quanto che hanno gli stessi maestri (quelli della favolosa loggia bianca?), le stesse origini e gli stessi intenti. Non possiamo condividere questa asserzione, sia storicamente in quanto a noi appare ogni giorno più chiaro che nel ritualismo e nelle cerimonie massoniche attuali, anche dei soli gradi azzurri, affiorano soltanto tradizioni iniziatiche occidentali, la muratoria, romana e medioevale, e l’ermetica; sia attualmente in quanto che tutti i tentativi della Besant ed accoliti per se faufiler in Massoneria, con la Co-Masonry, il Diritto umano, le massonerie di adozione, non sono riesciti che a creare dei corpi massonici irregolari e senza importanza nel mondo massonico.

L’entusiasmo del Penne per tutti gli apostoli ed i Maestri da Buddha a Gesù, da Pitagora a Mazzini è veramente bello e commovente; conformemente al postulato teosofico che tutte le religioni sono egualmente vere, e che tutti i fondatori di religione sono d’accordo tra loro, il che non accade, evidentemente, tra i loro segnaci, neppure nella Società Teosofica, anche il Penne affratella tutti nel suo fervore spiritualista, per concludere infine che tutto si assomma nella figura e nel pensiero di Mazzini, che egli considera superiore anche a Gesù. E noi, benché per ragioni diverse delle sue, non vogliamo su questo ultimo punto almeno, menomamente osteggiarlo.

In conclusione, Apollonio di Tiana del Mead, è un libro che uno studioso di esoterismo, di pitagorismo, di massoneria farà bene a leggere.

            Arturo Reghini

“Era Nuova” settembre-ottobre 1925



ultimo aggiornamento aprile 2021

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