DELEGAZIONE LATINO AMERICANA




LA RELIGIONE CALDEO-BABILONESE E LE SUE DOTTRINE

SECONDA PARTE



Ma basta leggere l'esposizione di questo sistema sapiente e così abilmente coordinato, come abbiamo appena fatto secondo le precise indicazioni dei testi e senza dare alcun spazio alla congettura e all'immaginazione, per acquisire la convinzione che non può essere primitivo e che riassume un potente sforzo di pensiero religioso e filosofico, che ha dovuto chiedere diversi secoli di lavoro successivo nelle scuole sacerdotali. E infatti, nonostante ciò che hanno ancora di ben incompleto, in mancanza di documenti abbastanza numerosi, la nostra conoscenza della storia antica oltre i Caldei prima dello sviluppo della potenza assira, sono sufficienti per permetterci di affermare che il sistema definitivo della religione caldeo-babilonese,....


(continua nella pagina Kremmerz)



FRATELLANZA HERMETICA

DELEGAZIONE LATINO-AMERICANA

Assemblea annuale giugno 2020

In questo 2020 c'è stata una serie di eventi che hanno avuto un impatto maggiore o minore sulla vita quotidiana di tutti e che nel primo trimestre dell'anno hanno già minacciato il normale svolgimento dell'Assemblea annuale della Fraternità Ermetica, a causa del coronavirus che ha definitivamente portato fuori pista l'anno 2020 e con esso ha imposto la necessità di adattamenti per proteggerci dalle minacce alla nostra salute fisica e principalmente mentale.

(continua nella pagina Magnani)


“IL CAMPO DA GIOCO DELLE STELLE”


Gli antenati dei popoli abitanti della “Grande Terra” avevano delle strane usanze: avevano un gran bisogno di giocare col fato e di “ingannare il tempo”.

Erano forse convinti che il metodo migliore per giocare con il fato sarebbe stato ingannando il tempo. Cioè che il tempo può essere aggirato mentre il fato può essere solo “vinto”, “conquistato”.

I Maya, per esempio, cercavano la via delle stelle sul campo da gioco, col gioco delle bocce e gli Inca, meno fantasiosi e più diretti, cercavano l’amicizia della Luna e del Sole, rendendo loro opportuni sacrifici su splendidi altari.

I Pitagorici rasentarono il pensiero estremo e furono fermamente convinti che il fato degli uomini potesse compiersi attraverso una palingenesi e il ricongiungimento con gli dei del mondo celeste.

Per quanto possa sembrare incredibile, questi popoli sapevano che lo zodiaco percorre un ciclo lentissimo, di un grado ogni 72 anni, per cui dopo 26900 anni si ritornava al punto di partenza: lo denominarono il grande anno o grande ciclo.

Ebbene, l’acquisizione di una coscienza non semplicemente scientifica ma metafisica, della possibilità cioè che il tempo sia una realtà circolare e non lineare, rappresenta una rottura con il sentimento storico che domina la nostra cultura moderna; e la conquista di una certezza che permise ai grandi del passato una sicurezza di fronte alla morte corporea si ottiene attraverso la consapevolezza che la vita non è un bene effimero, ma il punto di partenza di una seria possibilità del non ritorno.

“I figli degli uccisi che torneranno in vita troveranno sul campo le biglie d’oro di un gioco che fu interrotto dalla catastrofe e siederanno a consiglio e si ricorderanno della loro sapienza segreta” si potrebbe dire parafrasando un’antica leggenda nordica.

Ma cosa vuol dire “ritrovare il gioco?” Non vuol forse dire riprendere in mano il filo interrotto di una unica narrazione che ogni volta che si interrompe, ricomincia daccapo, dall’inizio?

Custos horti


ultimo aggiornamento agosto 2020

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